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Ieri si è svolta a Carpi la finale di scacchi della Coppa Emilia Romagna Giovani che raccoglieva i vincitori dei tornei provinciali di varie categorie fino ai 14 anni.
Poiché Simone è l’attuale campione provinciale della categoria Emergenti Under 10, abbiamo organizzato un’uscita didattica a Carpi per partecipare alla finale.
Pioveva a dirotto sia qui che a Modena, ma c’era comunque una sessantina di bambini e ragazzi e il torneo si è protratto un po’ oltre i nostri calcoli, ma non vi avremmo rinunciato per nulla al mondo, visto che Simone è un vero appassionato di scacchi ed ha un ottimo spirito sportivo (a differenza di un paio di bambini che ha incontrato che, al posto del classico e sportivo “buona partita” gli hanno augurato “spero che tu perda”).
Tralasciamo la cronaca della finale perché, vista da fuori, sappiamo che è piuttosto noiosa, e diciamo soltanto che Simone ha disputato un’ottima gara ed è arrivato terzo per la sua categoria o, come dicono i bambini, ha “vinto terzo”!

Questo buffo modo di dire che hanno Simone e David designa qualunque piazzamento, quindi abbiamo quello che “vince primo”, quello che “vince secondo” e così via.
Abbiamo spiegato loro che non è corretta come formulazione, tuttavia implica un concetto così bello che siamo contenti che continuino ad utilizzare questo modo: per loro, tutti i partecipanti vincono, indipendentemente dal loro punteggio. È ancora più del solito “l’importante non è vincere, ma partecipare” perché per Simone e David chi partecipa ha già vinto, per il solo fatto di essersi messo in gioco, di averci provato. Certo, anche loro puntano al piazzamento migliore e infatti Simone si è rammaricato di un errore fatto nell’ultima partita che avrebbe potuto consentirgli di vincere secondo anziché terzo, ma sul fatto che tutti vincano non hanno dubbi!
E noi non possiamo che essere pienamente d’accordo con loro!

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