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A novembre, nel post Quando gli esperti siamo noi, avevamo parlato delle potenzialità ignorate delle famiglie e di come ormai le persone vengano suddivise in chi ha il titolo per essere considerato “esperto” e in chi ha le conoscenze, le esperienze e il desiderio di trasmetterle ma non ha il suddetto titolo.
Ogni persona ha qualcosa da insegnare agli altri e noi abbiamo deciso di attingere a questa formidabile ricchezza che ci circonda quotidianamente per istruire i nostri figli e per trasmettere loro, al contempo, la consapevolezza che siamo tutti maestri e siamo tutti studenti e che il bagaglio di esperienza che ogni uomo porta con sé è una fonte pressoché inesauribile di conoscenze, abilità, spunti di riflessione.
Questa mattina una bellissima sorpresa ci ha confermato una volta di più che i veri esperti, i migliori insegnanti per i nostri figli possiamo trovarli nelle persone che la Vita ci fa camminare accanto. A volte per breve tempo, ma mai senza un motivo.
Tra i nuovi volontari della bottega del baratto di cui tante volte abbiamo parlato, c’è Egon: è originario dell’Ungheria, è disoccupato ed è un senza-tetto.

Homeless uguale invisibilePer chi lo vede in piazza San Francesco o in altre zone della città – ammesso che la gente scelga di vedere i vagabondi – le ultime due informazioni sono un’insegna al neon appesa sopra la sua testa. Per conoscere la sua provenienza bisogna almeno scambiarci qualche parola.
Informazioni più che sufficienti per catalogarlo e relegarlo nel suo ruolo all’interno della società: l’invisibile. Informazioni, inoltre, che lo classificano come sicuramente inadatto a svolgere un ruolo educativo, lui che per primo abbisognerebbe di una qualche “istruzione” per tornare ad essere membro attivo della società.
Egon è anche una persona gentile e molto disponibile. Non basta ancora?
Allora aggiungiamo quel che abbiamo scoperto questa mattina: Egon è un campione di scacchi, nel suo Paese d’origine. Un campione di quelli veri, di quelli con tanto di premi e tornei vinti.
Un campione che qui non può permettersi nemmeno di giocare con quelli del club di scacchi di Ravenna perché non può pagare la tessera annuale. Un campione che non ha potuto partecipare ad un torneo che si teneva qui in Romagna perché l’iscrizione costava troppo.

ScacchiUn campione che, alla nostra richiesta di giocare con Simone ed essere il suo maestro, ha risposto con gioia ed entusiasmo, fissando in domenica prossima il primo appuntamento con il suo giovane studente. Un campione che vive per strada ma che non ha chiesto un centesimo per insegnare ciò che sa. Un vero campione che desidera solo giocare a scacchi e poter trasmettere a un bambino quello che ha imparato in una vita.
Per noi Egon ha tutti i titoli in regola per essere considerato un esperto e un maestro e speriamo solo che Simone sappia trarre il massimo da questa splendida opportunità.

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