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In ottobre avevamo scritto un post sui bruchi di cavolaie che si erano imbozzolati sul nostro balcone.
Per settimane e per mesi abbiamo controllato questi bozzoli nella speranza di assistere all’emozionante momento della nascita di una farfalla. Niente da fare. I bozzoli rimanevano chiusi, inalterati e apparentemente inattivi.Ormai ci eravamo convinti che i bruchi fossero morti, ma un paio di settimane fa abbiamo avuto la più bella delle sorprese!Questa fragile creatura si asciugava le ali spiegazzate e bagnate in bilico sulle videocassette che Alessandro sta utilizzando per realizzare un tavolo. Che meraviglia!
E due giorni dopo anche l’ultimo bozzolo ha svelato il suo mistero, dando alla luce un’altra giovane cavolaia che, resistendo stoicamente al vento, aspettava che le sue ali fossero asciutte e forti abbastanza da sostenerla nel suo primo volo.
Incuriositi da questo ciclo vitale insolitamente lungo per una farfalla, ci siamo documentati: in effetti le cavolaie hanno un ciclo molto più rapido, dalle uova alla nuova farfalla passano poche settimane… tranne che per i bruchi che si imbozzolano in autunno – come nel caso dei nostri amici. Quest’ultima generazione attende fino alla primavera prima che la crisalide si muti finalmente in farfalla. Ed ecco svelato il motivo di tanta attesa!
Un bel modo per studiare scienze e per riflettere sul mistero della vita con le famose parole attribuite a Lao-Tze:
“Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”

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