Chiusura sui libri di testo

Dopo anni di esperienza di genitori con figli a scuola abbiamo osservato come la ricerca di testi usati, anche per un solo principio ecologista di riuso dei testi, sia una battaglia difficile da portare avanti ai giorni nostri: i consigli di classe adottano nuovi testi, le case editrici stampano nuove edizioni che differiscono per la disposizione delle immagini o anche solo per il colore delle pagine, gli insegnanti chiedono agli alunni di non vendere i testi degli anni precedenti perché non avendo terminato il programma potrebbero tornare utili. L’ultima moda delle case editrici consiste nel fornire i testi di un codice ricoperto da una patina tipo “gratta e vinci” che fornisce l’accesso online ai contenuti multimediali (non badando al digital divide e a chi non ha a disposizione un accesso costante alla rete): tale codice può essere attivato una sola volta ed ha persino una data di scadenza!
Nel caso in cui si riesca lo stesso a procurarsi i testi scolastici usati, spesso i ragazzi vengono visti come i diversi, i poveri. Non è forse un diritto di tutti avere il materiale a disposizione a fronte di un’istruzione che è dichiarata obbligatoria dalla Costituzione? Non dichiara che tutti i cittadini sono uguali?
Così come il diritto alla salute dovrebbe implicare il diritto all’alimentazione e all’abitazione, così il diritto all’istruzione implica il diritto ad avere gli strumenti necessari per conseguirla. Il ministero dell’istruzione quindi, conoscendo con mesi di anticipo il numero di studenti iscritti, dovrebbe fornire alle varie scuole il materiale necessario richiedendolo alle case editrici nel numero esatto di copie (con un leggero margine), evitando in questo modo le tonnellate di libri mandate al macero ogni anno e ottenendo sconti significativi data l’importanza dell’ordine eseguito.

Ma è poi davvero necessario avere a disposizione tanti tipi diversi di testi di matematica? Oppure si tratta di “obsolescenza programmata” utile solo a sostenere il mercato delle case editrici? Quanto è cambiata negli ultimi anni la matematica che viene insegnata a scuola?
La risposta è “di nulla”: le nuove edizioni potrebbero essere sostituite da pochi fogli di errata corrige e potrebbe esistere anche un unico testo di matematica contestualizzato a seconda del livello.
I libri di testo sono nati come supporto all’insegnamento e i docenti dovrebbero farne un uso moderato, da supporto appunto. Il libro non è una guida né tanto meno un sostituto dell’insegnante e come diceva Socrate “uno scritto non può insegnare nulla, ma solo inculcare una dottrina”.

Ultimo aggiornamento: 15/09/2016

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2 risposte a “Chiusura sui libri di testo”

  1. Vi ammiro per tutto quello che avete scritto, specialmente nella sezione “la scuola che vorremmo”, che ho appena finito di leggere.
    Grazie per tutte le belle idee, semplici e pratiche.
    E poi bravi per tutto quello che fate!
    Buona fortuna, vi seguirò via mail,
    Phoebe

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