Il terzo ciclo

Nel terzo ciclo è stata eliminata ogni differenziazione tra le scuole superiori, altra notevole semplificazione: non esisteranno più i licei, gli istituti tecnici e quelli professionali, ma cambieranno solo le materie insegnate. Gli studenti potranno, nel quarto d’ora di ricreazione tra una materia e l’altra, recarsi nell’aula opportuna (che nel caso degli studenti più grandi potrebbe trovarsi anche in un altro edificio del “polo scolastico”). Gli edifici scolastici, che si tratti di scuole elementari, medie o superiori, diventeranno semplicemente luoghi d’apprendimento dove si potranno seguire le lezioni dei moduli scelti all’opportuno livello.

Il terzo ciclo termina quando gli studenti hanno appena compiuto (se si anticipa l’inizio dell’anno scolastico a gennaio) o stanno per compiere (se lo si mantiene a settembre) i 18 anni. Far terminare la scuola prima che gli studenti diventino maggiorenni o appena lo sono diventati presenta un ulteriore piccolo vantaggio: sebbene non sia sempre corretto, è difficile poter applicare le stesse regole a cittadini minorenni e maggiorenni. Ad esempio uno studente maggiorenne può firmarsi le giustificazioni e, nonostante esistano anche studenti minorenni che lo fanno all’insaputa dei genitori, questa è una disparità di trattamento che può essere evitata anticipando l’età di uscita dalla scuola. All’università poi gli studenti saranno tutti maggiorenni e la frequenza non sarà più obbligatoria, quindi verrà meno la necessità di giustificare le assenze.

Durante il terzo ciclo i percorsi sono completamente personali e personalizzabili: i ragazzi non devono scegliere se frequentare la scuola alberghiera piuttosto che il liceo classico, ma sceglieranno le materie secondo le proprie propensioni. Chiaramente, chi è portato per la letteratura tenderà a scegliere molte delle materie che attualmente vengono insegnate al liceo classico, ma non dovrà farlo con tutte (dato che vengono insegnate anche Matematica, Fisica, Chimica e altre materie scientifiche); potrà, nel caso fosse interessato, integrarle anche con il modulo di Cucina (nei limiti delle propedeuticità espresse dai moduli stessi).

Il terzo ciclo è articolato in due trienni e, come già detto, al termine del primo si conclude anche l’obbligo d’istruzione. Durante il primo triennio potranno essere scelti moduli di base propedeutici agli argomenti di approfondimento che verranno trattati nel secondo triennio, unitamente a moduli di laboratorio e inserimento nel mondo del lavoro che possono essere selezionati da tutti i ragazzi (non solo da quelli che termineranno gli studi). Il monte ore va da un minimo di 25 ore ad un massimo di 40. Tra i moduli possono anche essere selezionati dei periodi di volontariato in modo che gli studenti possano fornire un servizio alla comunità e capire anche quanto ciò sia utile, sotto la guida di un insegnante che ne metta in risalto gli aspetti positivi. Inoltre possono esserci moduli di “sopravvivenza” nell’ambiente selvaggio e in quello cittadino, come ad es. salvarsi in caso di incendio o terremoto, come riconoscere il cibo commestibile se ci si trova isolati, come procurarsi dell’acqua potabile, cosa fare quando salta la corrente e come evitare invece di rimanere fulminati. Non verranno più insegnate Educazione Fisica e Culture e Religioni che potranno essere approfondite dai singoli studenti al di fuori dell’ambito scolastico praticando sport o frequentando ambienti culturali e/o religiosi.

Per gestire la complessità dell’organizzazione delle lezioni, anche in questo caso si può ricorrere ad una soluzione simile a quella dell’università: tutte le lezioni dello stesso modulo, ma a livelli diversi, si tengono negli stessi giorni e agli stessi orari; ad es. Grammatica Italiana 1, 2, 3… si terranno contemporaneamente, perché gli studenti che frequentano un livello non potranno frequentarne altri, mentre i docenti dovranno accettare il fatto che sia la scuola a stabilire in quali giorni si tengono le lezioni senza avanzare pretese sul giorno libero (con la settimana corta dal lunedì al venerdì il giorno libero sarà il sabato per tutti).

Non esistendo più la differenziazione tra i diversi tipi di scuola superiore, non esisteranno nemmeno più gli esami di passaggio da una scuola all’altra, semplificando così la burocrazia dei passaggi e riducendo le spese per sostenere tali esami. Semplicemente gli studenti potranno decidere di interrompere l’avanzamento di livello in certi moduli selezionandone altri loro più congeniali. I moduli mai frequentati prima li inizieranno al livello 1 (senza dover recuperare, per modo di dire, tre anni di diritto perché ci si iscrive alla quarta ragioneria provenendo da un liceo scientifico) e quelli che vorranno proseguire li porteranno avanti in maniera del tutto naturale.
Allo stesso modo non esisteranno più gli “esami di riparazione” a fine estate, ultimo salvagente per chi rischia di essere bocciato: più semplicemente gli studenti non potranno accedere al livello successivo nei moduli per i quali non sono risultati idonei (potranno frequentare nuovamente quel livello, selezionare un altro modulo o nessun modulo nel caso in cui il loro monte ore risulti comunque superiore alle 25 ore settimanali), mentre proseguiranno tranquillamente con gli altri.

Se uno studente abbandonerà gli studi a metà o al termine del terzo ciclo, potrà seguire un anno di tirocinio formativo presso un’azienda per apprendere il funzionamento del mondo del lavoro ed essere eventualmente assunto dall’azienda stessa. Altrimenti proseguirà i suoi studi all’università.

Ultimo aggiornamento: 15/09/2016

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